Sono nata a Piacenza.

Ho sempre avuto la passione della fotografia ma è da circa una decina di anni che ho deciso di approfondire frequentando corsi , workshop e visitando mostre.

Così sono passata dalle macchine fotografiche compatte alla reflex, ora scatto con una mirrorless.

Ho avuto la possibilita' di vedere pubblicate alcune mie foto nella rivista ZERO dello studio Foto  Da Cosa Nasce Cosa di Annamaria Belloni, sia per il numero 0 che per il numero 1.

Sono state due esperienze che mi hanno arricchito tantissimo, sia per aver scattato nel periodo piu' buio del lockdown e quindi in un momento storico unico e drammatico, sia per aver potuto interpretare in liberta' le mie sensazioni e le mie emozioni.

Da qui sono partita con alcuni progetti, il piu' importante è sullo strabismo che mi riguarda in prima persona.

autoritratto isabella subacchi.JPG

Isabella Subacchi

THE GREAT FEAR.

 

Qui, a Piacenza, la “grande paura”  è stata toccata con mano negli ospedali, nelle famiglie, nelle rsa, ovunque si temeva che  il Coronavirus bussasse anche alla nostra porta.

Niente abbracci, niente strette di mano, le scuole chiuse, citta' deserte e silenziose, solo le sirene delle ambulanze accompagnavano le nostre giornate....

Nelle rare uscite intorno a casa, ho raccolto una serie di immagini che potessero in qualche modo raccontare l'essenzialita' di questi  momenti a disposizione ed aspettare fino al giorno dopo inesorabilmente.