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Filippo Maria Fontana

Tutto inizia sempre con una data di nascita, nel caso di Filippo Maria Fontana si può collocare nel bel mezzo del 1978. Di mente razionale, ma non del tutto, con lati romantici che insorgono quando meno se lo aspetta; ama scrivere con la penna piuttosto che con la tastiera, ama ricercare la bellezza e l’eleganza nelle cose, prima che la loro utilità.

Di mestiere ingegnere, inutile nasconderlo, sarebbe presto smascherato, vive e lavora a Piacenza dove ha uno studio in cui svolge la libera professione; vede gente, fa case, come dice sempre parlando di sé. Quando però gli viene concesso di tirare fuori la testa dai numeri che invano cercano di rendere arido quel suo meraviglioso mestiere, si rivolge ai libri, alla letteratura e alla fotografia, intese come diversi modi di raccontare e ricevere storie.

Non ha fatto scuole di fotografia, ma, interessato a catturare immagini, chiese in prestito nel 1994 a suo padre un’inutilizzata Canon FTb degli anni settanta: ad oggi non è ancora stata restituita. Nel tempo, forse inutile precisarlo, questa fotocamera è stata affiancata anche da molti altri apparecchi ed equipaggiamenti fotografici, ma soprattutto da molti libri di fotografi da cui imparare, con cui confrontarsi e capire gli errori, le lacune ma anche i punti di forza su cui fare leva per cercare di migliorare.

E’ affascinato dalla fotografia di paesaggio urbano e di architettura, intesa come fatta di spazi e contesti per le persone. Nutre infine un vivo interesse per l’ordinario, ritenendo che abbia in sé una certa dose di poesia e non vada affatto bistrattato, essendo, in fin dei conti, ciò che caratterizza le vite di tutti coloro che popolano questo mondo.