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Ada Anselmi

Accantonata per molti anni, la fotografia è tornata a far parte integrante e preponderante del mio presente e oggi viaggia in parallelo alla Gestalt come filosofia di vita.
Proprio la mia formazione da counselor gestaltica mi ha aiutato nel tempo a ridefinire quelle che sono le mie priorità, compresa la fotografia, e a capire quanto sia fondamentale la capacità di osservare stando nel qui ed ora. Sono autodidatta, prediligo gli scatti del quotidiano e cerco sempre di trovare il bello nel brutto, l'opportunità nell'errore, il positivo nel negativo, andando oltre l’apparenza per entrare più nel profondo in ciò che abbiamo tutti i giorni davanti agli occhi.
La serialità è un altro ingrediente di forte stimolo perché mi permette di cogliere evoluzioni e dettagli spesso sfuggenti.
Fotografo quello che vedo e che amo, senza preferenze di tema, ciò che per me è importante è l’affinità emotiva che si crea tra me e qualsiasi sia il soggetto dei miei scatti.

PIANTE', FUORI DAL TEMPO.

Pianté significa "piantato" nel dialetto locale.
Piantato come l'albero che lentamente allunga le sue radici nel terreno, questo diario vive di un lavoro silenzioso, costante, naturale, frutto di mesi trascorsi tra mura domestiche, natura e animali.
A Pianté, da questa casa di campagna che guarda la città dall'alto della collina, ancora di più il tempo rallenta, si dilata, lo sguardo si posa lieve, quasi in un respiro sospeso sul mondo. Un mondo puro e semplice, che si mostra così com'è, senza filtri e sovrapposizioni.
Tutto rimane ovattato, fluttuante, come una bolla di sapone che vaga leggera nell'aria.
Luci, ombre, sfocati, mossi, riflessi, per un diario di emozioni in immagini, senza mai allontanarci troppo da una sensazione, da un sentimento, dallo stupore di cogliere quella quotidianità che la velocità nasconde spesso ai nostri occhi.
Una connessione spontanea tra l'occhio e la realtà, un occhio che guarda lontano e vicino, nel tentativo di restituire in quel momento "nascosto" tutta la naturalezza dell'esistenza.